Schermata 2017-04-20 alle 14.31.52

Il design team responsabile della creazione del software per il primissimo iPhone, si è riunito per celebrare il decennale dell’arrivo dello smartphone di Apple. Imran Chaudhri, che ancora lavora in Apple, ha pubblicato la foto su Instagram e in questa si vedono Freddy Anzures, Bas Ording, Marcel van Os, Steve Lemay e Mike Matas.

Chaudhri (il secondo da destra nella foto che pubblichiamo in calce) è apparso lo scorso anno sul palco della WWDC insieme a Bethany Bongiorno (altra sviluppatrice che lavora per la Casa di Cupertino), per dimostrare le nuove funzionalità di Messaggi.

Freddy Anzures (il primo a sinistra) è l’uomo che ha inventato il suono dello “slide to unlock”, registrato aprendo e chiudendo un armadietto a scuola; Bas Ording (terzo da sinistra) ha lavorato per Apple dal 1988 al 2015 ed ora lavora come interface designer in Tesla. In Apple ha lavorato su varie versioni di iPhone e il suo nome compare tra quelli responsabili dell’interfaccia per il copia & incolla.

Marcel van Os, terzo da destra, è ancora in Apple. Il suo nome appare su diversi brevetti della Casa di Cupertino, incluse funzioni quali Night Shift, funzioni legate ai trasporti in Mappe, altre dedicate ai pagamenti mobili, alla Segreteria visiva su iPhone.

Anche Steve Lemay, secondo da destra, lavora ancora per Apple. Il suo nome appare su un brevetto che riguarda la selezione del testo insieme a quello di Bas Ording. Mike Matas (l’ultimo a destra) si è occupato del design di “Human Interface” per iOS e OS X dal 2005 al 2009; ha poi lasciato Apple per lavorare per Push Pop Press (azienda poi acquisita da Facebook) ed ha anche collaborato con la Nest insieme a Tony Fadell prima della cessione dell’azienda a Google.

Uomo di spicco a mancare nella foto è certamente Scott Forstall, ex vice presidente senior di iOS che aveva lavorato con Jobs fin dai tempi di NeXT e principale artefice di quello che all’epoca era chiamato iPhone OS.  Forstall fu cacciato (si dice, su decisione di Tim Cook) dopo i problemi della prima versione dell’app Mappe.

Fonte: Macitynet