Considerate da molti la naturale evoluzione delle stampanti tradizionali (laser o inchiostro), le stampanti 3D sono forse l’innovazione più interessante del terzo millennio per gli appassionati di tecnologia.

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I primi prototipi risalgono agli anni ’80 e da allora il livello di evoluzione dei prodotti sul mercato è stato impattante. Il loro meccanismo di funzionamento prevede la creazione di un prototipo tridimensionale fedele al “disegno” realizzato sul digitale, prototipo che si sviluppa in altezza e in volume.

Una tecnologia di questo tipo è una vera e propria fonte di ricchezza in moltissimi ambiti industriali, scientifici e di ricerca in Italia come nel resto del mondo: pensiamo ad esempio all’industria automobilistica o aerospaziale, all’architettura e al design, ma anche al campo della ricerca medico-scientifica. Si tratta di settori per i quali uno strumento come questo può davvero fare la differenza.

Ma come funziona una stampante 3D? 

Il disegno in digitale viene generalmente realizzato attraverso l’utilizzo di un apposito software, o scansionato mediante apparecchiature laser sovrapponendo polimetri condensati. Il file realizzato viene poi inviato alla stampante che riproduce un prototipo tridimensionale, utilizzando materiali differenti (il più delle volte plastici) e posizionando uno strato sull’altro.

I costi

Sebbene, come è logico pensare, i costi delle stampanti 3D siano molto più alti rispetto quelli delle normali stampanti laser o inchiostro è lecito dire che per una tecnologia così particolare si tratta di cifre decisamente contenute.

Per questo motivo oggi le stampanti 3D non sono più un’esclusiva delle multinazionali o di facoltosi istituti di ricerca, ma al contrario sono uno strumento abbordabile per qualsiasi settore oltre che per uso domestico.

I settori più interessati

Come accennato precedentemente, la stampa 3D permette di creare veri e propri modelli, oggetti di qualsiasi tipo. Nel campo medico, ad esempio, grazie a questi strumenti sono in corso studi circa la possibilità di creare protesi o organi artificiali. Il futuro della chirurgia potrebbe fare un grandissimo salto in avanti nel caso si riuscisse nell’intento di sostituire organi mal funzionanti con prototipi artificiali testati e altamente performanti. Grande interesse per questo tipo di tecnologia è di casa anche nel settore del design, nell’architettura oltre che nella moda.

Fonte: BlogInfo360